Comunicato n. 85: Il Dirigente incontra le famiglie

Comunicato n. 85: Il Dirigente incontra le famiglie

Il Dirigente è lieto di incontrare le Famiglie dei futuri alunni della Scuola dell’Infanzia e delle future classi Prime della Scuola Primaria e Secondaria di I ciclo

nei giorni 11,12,e 13 Gennaio 2021


Open day IC Borgaretto-Beinasco

Open day IC Borgaretto-Beinasco

L’Istituto Comprensivo Borgaretto-Beinasco ha il piacere di invitare le famiglie agli open day della nostra scuola che si svolgeranno on line secondo il seguente calendario:

Scuola secondaria di primo grado: Plesso VIVALDI 14 dicembre ore 18:00-19:00 

Partecipa alla riunione da computer, tablet o smartphone.
https://www.gotomeet.me/openday1/openday14
Codice accesso: 822-796-405

Scuola primaria: Plesso Calvino/DI Nanni: 15 dicembre ore 18:00-19:00 

Partecipa alla riunione da computer, tablet o smartphone.
https://www.gotomeet.me/openday1/openday15
Codice accesso: 336-914-285

Scuola dell’infanzia: Plesso Gatti/Disney: 16 dicembre ore 18:00-19:00

Partecipa alla riunione da computer, tablet o smartphone.
https://www.gotomeet.me/openday1/openday16
Codice accesso: 643-492-037

Visualizza la Brochure e la locandina dell’OPENDAY:

Allegati

Comunicato

In ottemperanza delle disposizioni emanate per contrastare la pandemia COVI-19 il gruppo Marinai di Borgaretto, in accordo con il comune di Beinasco, rinvia a data da destinarsi la “Manifestazione Navale radiocomandata” che si sarebbe dovuta svolgere nel cortile della scuola Calvino il 18 – 19 aprile 2020.

Testimonianze da Chernobyl Uno scambio di culture, storie ed emozioni

Testimonianze da Chernobyl Uno scambio di culture, storie ed emozioni

Il giorno 10 gennaio 2020 un gruppo di studenti bielorussi, quattro ragazzi e un ragazzo di età compresa tra i dodici e i sedici anni, ha fatto l’ingresso nell’auditorium della scuola secondaria di primo grado “Antonio Vivaldi” con lo scopo di ricordare insieme a noi, allievi delle classi terze, il tragico avvenimento che colpì Chernobyl il 26 aprile 1986. 

Dopo esserci recati in auditorium insieme ai nostri professori, si sono presentati due volontari dell’Associazione San Matteo onlus, che accoglie i bambini e i ragazzi provenienti da luoghi contaminati dalla radioattività e che ha sede a Nichelino, e un’insegnante di lingua russa, che per l’occasione, ha svolto la funzione di “interprete”.

I ragazzi bielorussi si sono seduti in mezzo a noi per rendere l’incontro meno formale. La presentazione è iniziata con la visione di due filmati: un documentario della Rai e un’inchiesta sul disastro della trasmissione “Le Iene”.

Nell’Ucraina settentrionale, vicino al confine con la Bielorussia, alle ore 01:23 del 26 aprile 1986 alla centrale nucleare di Chernobyl, durante un controllo dei sistemi di sicurezza, il reattore numero 4 esplose riuscendo a distruggere il tetto e appiccando un incendio, distante solo 3 Km dalla città di Pryp”jat’. Arrivarono i vigili del fuoco, ma dopo qualche minuto iniziarono a sentire nausea e mal di testa. Alcuni di loro morirono sul posto. Nonostante ciò, i pompieri continuarono a lavorare per riuscire a spegnere le fiamme.

Durante l’incendio furono rilasciate 8 tonnellate di materiale radioattivo. Il giorno dopo gli abitanti di Pryp’’jat’ vennero fatti evacuare dalle loro case con la prospettiva di tornarvi dopo una settimana. Quando l’esercito arrivò a Chernobyl, ai soldati vennero date delle tute di piombo che pesavano 5 Kg. Ognuno di loro lavorava per tre minuti al giorno: il loro compito era spostare le macerie e costruire il “sarcofago”, un’enorme struttura in cemento per ricoprire l’intera centrale.

Dopo poco tempo si notarono delle crepe nel sarcofago da cui uscì una nuova ondata di radiazioni. Il problema fu poi risolto con la costruzione di un secondo sarcofago attorno al primo che sarebbe dovuto durare per cento anni, ma le radiazioni emesse da Chernobyl come i suoi effetti dureranno per circa trecento anni ancora.  Questo è il problema più grave per le zone colpite: la radioattività del terreno contaminò anche gli animali e le coltivazioni. Nonostante il tentativo di contenere i danni, le radiazioni si diffusero notevolmente e il loro livello resta tuttora elevato nelle zone limitrofe a quelle del disastro: purtroppo sono ancora molti i bambini bielorussi colpiti da tumore (soprattutto alla tiroide).

 

A quel tempo, tutti non facevano altro che ripetere: moriremo, moriremo … E dicevano che per l’anno 2000 sarebbero scomparsi tutti i bielorussi. Mia figlia aveva sei anni. La metto a letto e lei mi sussurra all’orecchio: “Papà, voglio vivere, sono ancora piccola”. E io che pensavo non potesse capire… 

(da Svetlana Aleksievic, Preghiera per Chernobyl)

 

Dopo aver ricordato le dinamiche di questo terribile avvenimento, l’incontro si è concluso con uno scambio di opinioni e con la spiegazione del sistema scolastico in Bielorussia: nello stesso edificio gli studenti frequentano il grado elementare, di quattro anni, quello medio, di cinque anni e quello superiore, di due anni. Dopo quest’ultimo grado di istruzione, i ragazzi possono decidere se studiare in un liceo o in un collegio.

Al termine dell’incontro, dopo aver salutato la simpatica delegazione bielorussa ed esserci scambiati anche qualche recapito telefonico, siamo rientrati in classe e abbiamo discusso sull’evento. E` emerso che l’incontro è stato, a parere di tutti, un bel momento di confronto, utile, interessante e coinvolgente.

 

 

 

I ragazzi della classe IIIA 

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